Le quattro skill da sviluppare per gli architetti dell’informazione

Le quattro skill da sviluppare per gli architetti dell’informazione

La scorsa settimana sono stata all’ IA Summit a Bologna, l’evento dell’anno per i professionisti italiani nel campo dell’architettura dell’informazione e user experience design. Questo tipo di eventi sono l’occasione per riflettere sulla nostra pratica di UX e per migliorarci come professionisti.

Non importa se il nostro ruolo in azienda sia quello di UX Designer, Architetto dell’informazione o altro. Tutti ci scontriamo con lo stesso problema: convincere clienti e team nel portare avanti il progetto con un approccio user-centered mentre progettiamo strutture complesse.

E quale è il problema di progettare strutture complesse? Sono difficili da progettare, e spesso non siamo noi ad avere il potere per decidere la direzione da prendere. Abbiamo a che fare con molti stakeholders, le decisioni sono decentralizzate e non chiare. Che fare quindi? Quali sono le skill da sviluppare per portare avanti un progetto di successo?

Riflettendo sulla conferenza del Summit ci sono quattro skill che voglio sottolineare:

1. ASCOLTARE

Sviluppare la capacità d’ascolto e l’attenzione a cosa e a come comunichiamo. Un ascolto profondo, che va al di là delle parole. Il workshop di Housatonic di facilitazione grafica è  stato utile in questo. Rappresentare visualmente conversazioni per facilitare la comprensione, ha il piacevole effetto di promuovere l’ascolto attivo per ricordare i concetti chiave.

Dopo questo workshop, ho voluto raccogliere tutte le note del Summit in questo formato, producendo più di un centinaio di appunti visuali. Ho avuto dei buoni feedback su Twitter,  dunque è approccio che continuerò ad usare.

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2. SCRIVERE

Scrivere è ancora una modalità di comunicazione fondamentale. Scriviamo quando comunichiamo con il cliente, ma soprattutto nei testi delle nostre interfacce quando non esiste un copy dedicato.

E come dobbiamo scrivere secondo Luisa Carrada? Dobbiamo scrivere come se stessimo parlando, nel modo più naturale possibile. Lo scrittore e il lettore sono sullo stesso piano, lo scrittore coinvolge il lettore sotto la forma di conversazione. Luisa ha fatto molti esempi di comunicazione ben riusciti che derivano dal mondo britannico, dove la comunicazione tende ad essere più diretta (non a caso non esiste il “Lei” in inglese). L’Economist per esempio dice sul canale Twitter: “Write as though you were talking to a curious, intelligent friend. Do not be stuffy

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La presentazione di Luisa è su SlideShare: Scrivere per fasi Ascoltare | Luisa Carrada #IIAS15

3. MAPPARE

Tradizionalmente gli architetti dell’informazione mappano la struttura di siti e più recentemente l’esperienza, usando Customer journey e/o simili. Dan Klyn consiglia di mappare non la struttura, ma le intenzioni. Nel suo intervento si chiede: “Come facciamo a sapere quando abbiamo trovato la giusta struttura?” – Non possiamo saperlo, perché ci sono molte possibilità, ed ogni possibilità porta con sè un significato diverso. Una cosa che possiamo fare è seguire un processo che non parte dalla struttura, ma parte dalle intenzioni. Invece di usare una lista di requisiti, Dan consiglia di utilizzare una mappa chiamata “Performance of Continuum”, un tool che Dan prende come ispirazione da Richard Saul Wurman. Oltre a mappare le intenzioni, organizziamo gli elementi della struttura per comunicare un significato ben preciso, consapevoli che il significato può cambiare nel tempo. Dan ci esorta a creare ecosistemi fatti non di cose ma di pattern. La presentazione di Dan Klyn è disponibile su SlideShare.

4. CAPACITA’ DI LEADERSHIP

Chi ha potere oggi giorno? Chi controlla le informazioni, chi può fare domande e chi può avere risposte, come Google. Questo ci ricorda Luciano Floridi, professore di filosofia e etica ad Oxford, un filosofo dell’informazione di fama internazionale. Chi controlla le informazioni ha il potere di influenzare gli influenzatori. Floridi chiama questa forza la Grey power. Il termine viene da un libro di Aldus Huxley “ Grey Eminence” che parla di François Leclerc du Tremblay, consigliere del cardinale Richelieu. Non sappiamo molto di lui perché è riuscito a rimanere nell’oscurità, ma ha influenzato la storia.

Bene, sappiamo che organizzare le informazioni è importante, ma spesso non siamo noi ad avere l’ultima parola su come organizzarle. Quindi, che fare? Influenziamo chi ha potere, interroghiamo lo status quo, sviluppiamo le nostre capacità di leadership per far capire alle persone di potere la strada da prendere, perchè come ci ricorda Luca De Biase: “Cultural leadership has more power than power

Mappiamo il casino
Note dell’intervento di Luca De Biase

Se volete approfondire di più gli argomenti trattati nel Summit date un occhio alle Slide dei Summit

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Who need Content Strategy? We are all publishers!

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Content strategy is an emerging practice that sometimes is taken on by Information Architects. However, now it is becoming a recognised profession. There were three Content strategists at Content Strategy, Manhattan Style: Rachel Lovinger (@rlovinger), Jeffrey MacIntyre (@jeffmacintyre), Karen McGrane (@karenmcgrane), who flew from New York to chat about what they do in their profession.

 Following my notes from the event:

 

  • We are all publishers.
  • Content is something that we used to pay for, e.g. magazines
  • How do you convince people that they need a content strategy?  With Humiliation and Fear. @jeffmacintyre suggested to show to clients their content. Immediately they will see the problem they have and act on it to avoid humiliation.
  • Content strategy need to be evangelised
  • If we want a better Internet we need to start to plan the content
  • If you don’t sort out your website, don’t even think about publishing web 2.0 contents. If you believe that a blog or twitter account, will solve your problems, you are like a dysfunctional couple that think having baby would solve all their problems.
  • How do you measure the value of content? We don’t know yet how to measure but it doesn’t mean it’s impossible.

 To find out more about content strategy I would strongly suggest reading Content Strategy for the Web written by Kristina-Halvorson.